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LA CREATIVITÀ NON VA IN QUARANTENA

Intervista al Designer Giuseppe (BOB) Liuzzo Coordinatore didattico del Corso Triennale di Graphic Design allo IED Istituto Europeo di Design



In queste settimane siamo costretti a stare a casa. È per il bene comune. Non si discute. La pandemia va debellata e tutti, nessuno escluso, deve fare la sua parte. Noi a casa ci stiamo, ma non ci siamo fermati.

Nessuno ha voglia di fermarsi e quello che immaginavamo come tempo perduto, occasioni mancate si sta trasformando in qualcosa di nuovo e del tutto inaspettato. E quella che era, ed è, una minaccia sta diventando un’opportunità.

E allora, tra le mura domestiche, prendono vita progetti, si condividono idee, si sperimentano collaborazioni. Energia positiva, energia che stimola e ci fa sentire meno soli, parte di un’unica grande casa.

Tra i progetti che si incontrano in rete ce ne uno che ci ha colpiti particolarmente.

L’ideatore del progetto è il designer Giuseppe (BOB) Liuzzo, coordinatore didattico del Corso Triennale di Graphic Design dello IED – Istituto Europeo di Design di Milano, è sarà lui a illustrarci il progetto: “Cartoline dalla quarantena dei futuri grafici”.




MMM: Com’è nata l’idea e come hanno risposto i tuoi studenti?


GL: Il progetto è nato ormai più di un mese fa. Era un modo per restare vicino ai miei studenti bloccati a casa in varie parti del mondo a causa del Lockdown. Essendo il corso di Graphic Design dello IED Milano a stampo internazionale, molte ragazze e ragazzi si sono ritrovati fermi dall’altro lato del mondo, con una didattica online che doveva anche diventare flessibile con fusi orari differenti. Quindi ho chiesto di farmi avere loro notizie, non con una banale email che a volte racconta poco, ma attraverso quella che sarà la loro futura professione: La comunicazione visiva. Ed ecco così arrivare le prime cartoline da tutto il mondo che parlavano più di mille parole. Poche ma intense e non solo dagli studenti ma anche da qualche docente IED che ha sentito la necessità di unirsi a loro per sentirli vicini.

Le prime sono tutte raccolte qui:

https://www.behance.net/gallery/93849111/POSTCARDS-FROM-QUARANTINE-CoVid19


Dopo questo esperimento abbiamo deciso di andare avanti trasformando una semplice cartolina in una sfida creativa. Così, la settimana successiva, ho chiesto loro delle cartoline sul tema “The Real Virus”, per capire come stesse cambiando la loro visione del mondo in quarantena, e di come il VIRUS fosse presente anche prima ma in forma diversa: odio, ignoranza, razzismo, fake news. Temi che hanno saputo raccontare con dalle immagini forti. A questa seconda sfida si sono uniti, oltre ai nostri docenti, anche docenti di Università straniere come Jarred Elrod della UFL – University of Folorida che ha voluto dare il suo contributo.

La raccolta del secondo set di cartoline è visionabile qui:

bit.ly/TheRealVIRUS-IED


Alla terza settimana di quarantena abbiamo aggiunto un nuovo tema “Stay Close(d)” gioco di parole in lingua inglese tra le frasi “Stai Chiuso” e “Stai Vicino”, tema ispirato da un articolo del filosofo croato Srecko Horvat sul NY Times. Per il filosofo croato è sbagliato parlare di distanza sociale, ma che sarebbe meglio definirla soltanto distanza fisica. Questa nuova sfida è stata un successo inaspettato.

Il tema della “Chiusura” non riguardava soltanto gli studenti dello IED ma a chiunque nel mondo avesse voluto parteciparvi. Studenti, professionisti, artisti, designer, tutti erano i benvenuti. Sono arrivate più di 200 opere da tutto il mondo, tra cui quella dell’illustratore americano Steven Dana che ha mandato la sua proposta e ha coinvolto i suoi studenti della Herron School of Art and Design. E ancora, la partecipazione della UFL, l’illustratrice Ramona Bruno, la nota artista Francesca Presentini (in arte Fraffrog), Davide Magni (spotsketch), Kye-soo Myung - Presidente de VIDAK (Visual Information Design Association of Korea) e Professore Emerito presso la Konkuk University. Una collezione di visioni che a breve abbandoneranno il ruolo di immagini e diventeranno frammenti visivi di un’epoca unica per il genere umano. Piccole immagini di storia che serviranno a non dimenticare. Qui l’intera collezione di immagini ricevute:

https://bit.ly/StayCloseD-Collection-IED


Ora andiamo verso la quarta sfida sul tema “ContagioUS”. Per trovare nuovamente i differenti significati di questa parola che l’emergenza Covid19 sembra aver monopolizzato a favore del solo virus.

Ci tengo a ringraziare tutti i partecipanti per aver dimostrato che il design ha anche una funzione sociale. Certo non può risolvere il problema ma può indicare soluzioni, o dare differenti interpretazioni che possano aiutare le persone a superare questo periodo.



MMM: Siamo di fronte a una svolta epocale, come immagini il Graphic Design del dopo?


GL: Hai ragione, la svolta è epocale ma, per quanto mi riguarda, come coordinatore del mio corso dello IED Milano sono da anni abituato a pormi la domanda “Chi sarà il Graphic Designer di domani?”. Il Graphic Design, nel senso in cui lo intendiamo è in realtà defunto anni fa. Il “grafico” oggi non è più solo un esecutore ma un risolutore di problemi e, ancor più importante, un interlocutore e mediatore culturale.

Molti, sbagliando, hanno una visione del Graphic Designer legata al mondo pubblicitario. La pubblicità senza grafica non potrebbe esistere, è vero, ma la grafica sopravvive benissimo anche senza bisogno di vendere qualcosa.

Abbiamo capito l’importanza di visualizzare i complessi dati tramite schematizzazioni visive. Penso alla curva dei contagi correlata alla capacità del sistema sanitario che, più di 1000 parole ha fatto capire la necessita di stare a casa. Penso all’immagine del CoronaVirus diffusa da tutti i media con le sue escrescenze rosse che ha dato modo a tutti (anche se in modo molto propagandistico) di visualizzare un nemico invisibile, di immaginarlo e dargli una forma e un colore.

Il Designer del futuro sarà colui che riuscirà a collaborare con il mondo dell’informazione, trasformando un dato complesso facile da interpretare, colui che capirà che questo mestiere non è saper usare bene questo o quel programma del computer, ma rendere visibile l’intelligenza e i processi. Non so come sarà il designer del futuro ma sono sicuro che sarà migliore. Come ho detto ai miei studenti, l’attuale situazione sembra limitante ma dopo vi accorgerete di quanta fortuna avete avuto. Perché nessun’altro, prima di voi, ha vissuto la sua formazione in questo modo. Questo vi renderà UNICI e (si spera) dei designer culturali migliori rispetto al passato, professionisti che penseranno meno alle diatribe interne e più al fare qualcosa per migliorare il mondo. O forse non cambierà nulla e saremo felici lo stesso di continuare a esprimere la nostra tristezza quotidiana. Chi lo sa… mica sono un GURU.



Qual è la prima cosa che dirai ai tuoi studenti quando li rivedrai in aula?


GL: “Grazie” ma sarebbe banale e scontato. Quando presento il programma didattico del secondo anno agli studenti che superano il primo, regalo una spilletta gialla con scritto “Graphic Design Ruined My Life – (la Grafica mi ha rovinato la vita)”. Ne possono avere solo una e se la perdono non ne avranno un’altra, è un’oggetto prezioso anche se banale. Quando consegno la spilla chiedo loro se hanno capito come sono cambiati in solo un anno di formazione. Inutile dire che molti non avvertono differenze rispetto a chi erano l’anno precedente. Allora dico loro: prima guardavate il menu di un bar per scegliere la vostra consumazione, ora non lo fate più, o almeno non solo. Guardate se l’informazione su quel menu è chiara, se i caratteri tipografici utilizzati aiutano la scorrevolezza della lettura e dell’individuazione delle differenti categorie (es. caffè, panini), se i colori guidano l’informazione o se sono piazzati come mera decorazione. Insomma, anche se non ve ne siete accorti, la grafica vi ha già cambiato la vita. Il corso che state frequentando ha modificato il vostro modo di vedere e percepire il mondo, trasformando le vostre domande da “cosa scelgo” a un più nobile “cosa potrebbe essere migliorato”. Come quando ci si innamora, nessuno ricorda qual è stato l’esatto momento in cui è accaduto, eppure è successo in un preciso momento. Quindi, per rispondere alla tua domanda, appena li rivedrò probabilmente chiederò loro: “Quali nuove persone (migliori) ho davanti? Presentatevi perché io non vi conosco ancora”.



MMM: Abbiamo tutti un sogno nel cassetto, forse è ora di tirarlo fuori. Qual è il tuo?


GL: Nei cassetti non ci tengo i sogni ma le mutande e i calzini. Io i sogni cerco di viverli quando sono sveglio e non relegarli a qualcosa che va tenuta nascosta. Sogno un ritorno alla normalità come tutti ma allo stesso tempo ne ho paura. Sogno di poter ancora raccontare ciò che ho fatto ieri e pianificare quello che farò domani. Sembra un sogno banale ma a me va bene così.

Ho però un sogno che sogno non è. Un progetto sperimentale iniziato a Natale, per ora fermo, sulla progettazione di un simbolo grafico identificativo per la mia città d’origine Catania. Stavamo lavorando con persone e amici del luogo su questo progetto che nessuno ha mai chiesto ma di cui noi sentivamo l’esigenza. A Natale avevamo iniziato facendo due grandi murales con questo simbolo in due luoghi di Catania, la galleria KoArte e il bar VERSO Coffice. Finita l’emergenza vorrei riprendere le redini di questo progetto. Se siete curiosi trovate maggiori informazioni qui:

https://www.youtube.com/watch?v=cjKbHxmIs9I



MMM: Un consiglio di lettura per un giovane Graphic Design.


GL: Non leggete libri di DESIGN ma di filosofia, di storia, romanzi e saggi. Ma se proprio vuoi leggere di grafica stai lontano/a dalle raccolte di progetti che servono solo a farti intristire.

Leggi i libri di Mauro Panzeri, “La grafica è un’opinione” e “Graphic Novel” capirai bene attraverso i suoi racconti l’aspetto umano e culturale di questo lavoro che cambia da un secondo all’altro. O “Dal pixel alla parete” della bravissima Chiara Spada che insegna come affrontare la complessità e la mille sfaccettature di questa professione in modo sia tecnico che culturale.

E comunque per qualsiasi consiglio su libri che possano insegnarvi meglio questo settore vi rimando alla mia rubrica BOBOOK su Youtube dove trovate tanti libri e consigli utili:

https://www.youtube.com/playlist?list=PLaP1KQbc8FQNulhli1WMYTiRlybP1q99P



link ai libri:

La grafica è un’opinione: https://amzn.to/2X9y9mm

Graphic Novel: https://amzn.to/3aG1Dfy

Dal Pixel alla parete: https://amzn.to/39HaCvB






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